sabato 24 aprile 2010

un tranquillo fine settimana a New York (Vulcano permettendo..)

Partendo da Toronto il tempo di volo per New York e' poco piu' di un'ora. Ci vogliono invece quasi 2 ore per attraversare i controlli dell'immigration americana e i controlli di sicurezza all'aeroporto che sono particolarmente lenti.

Quando si va negli Stati Uniti dal Canada, i controlli si fanno alla partenza, e non ci sono percorsi differenziati in base alla destinazione o all'orario o alla classe del volo. Si fa una unica lunga coda per immigration e dogana dove si deve consegnare la modulistica compilata (senza errori altrimenti si torna in coda), e rispondere a una serie di domande sul motivo del viaggio, durata, professione, indirizzo di destinazione, etc. Poi si lascia l'impronta di 4 dita della mano destra, ci si fa fare una foto (ricordarsi di togliere il cappello) e finalmente se tutto e' a posto si può procedere alla prossima coda dei controlli di sicurezza. La carta d'imbarco verra' richiesta almeno un 2-3 volte random durante l'attesa. Cellulari e BlackBerry devono essere spenti per tutto il tempo.
Ai controlli di sicurezza si tocca con mano la vera paranoia americana degli ultimi anni. Prima di poter accedere all'area dei controlli si deve aspettare di essere chiamati e ci sono almeno 2 persone che verificano i bagagli e tutti gli effetti personali. Bisogna togliersi le scarpe, la cintura, maglioni e bluse, il computer va separato dal resto, piccoli contenitori con liquidi vanno presentati dentro una busta trasparente, le borse a mano vengono aperte tutte, controllando tutte le tasche. Dopo aver passato il metal detector la guardia chiede anche a tutti di sollevare i piedi (chissa' perche') e poi si deve attendere l'ok dall'altra guardia prima di toccare qualsiasi oggetto sul nastro.


Insomma , pazientemente si aspetta e e si sopporta tutto per poter partire. L'imbarco per gli USA avviene da un piccolo terminal separato, al quale si viene trasportati con un autobus.

La settimana scorsa mi sono sottoposto a questa trafila per poter andare a New York e trovare Francesca che stava accompagnando un gruppo e Donatella che non era riuscita a rientrare a Brussels a causa del Vulcano islandese e del blocco dei voli.




Il weekend e' stato bellissimo, sabato Donatella ed io siamo andati a vedere MammaMia, una nuova edizione, splendida, con un allestimento fantasioso molto divertente e con bravi cantanti. la sera poi ci siamo ritrovati con Francesca al Brooklyn Diner di Times Square


Poi domenica colazione insieme a Francesca e alle sue simpaticissime colleghe cercando di capire se il giorno dopo il gruppo con piu' di 200 persone sarebbe riuscito a rientrare in Europa o no.

Donatella ha dovuto spostare il rientro a martedi' da Boston a Brussels via Roma, riuscendo a pendere l'ultimo posto disponibile sul volo Alitalia. La situazione e' stata veramente folle con centinaia di persone accampate in aeroporto e hotel dove si formavano capannelli di gente che studiava tutte le situazioni possibili.


Ma NY e' sempre attiva giorno e notte e non si ferma mai nonostante il vulcano. Quindi Donatella ed io affrontiamo la giornata da veri turisti, e dopo uno spuntino all'interno della Trump Tower andiamo a Lower Manhattan a vedere il tristemente famoso ground zero e come procedono i lavori per la nuova Liberty Square. Facendo il giro non puo' mancare una capatina a Wall Street e la foto ricordo con il Toro, che porta sempre bene.




Infine, c'e' un appuntamento che abbiamo a lungo rinviato con Francesca: una visita da Tiffany sulla 5a strada. Ed eccoci qui, abbiamo girato tutti i sei piani del negozio, veramente ricco di oggetti meravigliosi e originali.
Peccato che il ciondolo desiderato e' esaurito: significa che ci dovremo tornare; per questa volta bisogna accontentarsi della visita e di una foto ricordo


Insomma e' stato un breve fine settimana, solo 1 giorno e mezzo nella grande mela, ma e' stato meraviglioso grazie a Donatella , a Francesca e anche alla coincidenza del vulcano islandese.

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